Rabbini

22 Tammuz 5780

Ya‘akòv Sicili

Rabbì Ya‘akòv Sicili, come testimonia il nome, era di origine siciliana, e visse nel quattordicesimo secolo. Lasciò il suo paese in giovane età alla ricerca di fonti midrashiche e commentarie poco note, per poter comporre la sua antologia midrashica “Talmùd Torah”. I suoi vagabondaggi lo portarono in Spagna, ed a Cordova si intrattenne a lungo, legandosi di amicizia con il Rabbino Chizkiyà, con l’impegno di fare insieme la ‘Aliyà entro due anni. Problemi politici ed economici impedirono a Rabbì Chizkiyà di mantenere il voto, e nel frattempo Rabbì Ya‘akòv ebbe a soffrire a lungo; tra l’altro, morirono quattro dei suoi cinque figli. In ciò egli vide una specie di punizione divina, e perciò chiese a Rabbénu Ashèr (il R.Osh.) se dovesse ritenersi sciolto dal vincolo. Il R.Osh. gli suggerì di andare da solo in Israel, cosa che egli fece immediatamente, visitando anche Damasco, ove completò il suo libro nel 1336.

Il “Talmùd Torah”, di cui solo alcune parti sono state stampate, ma che è reperibile in varie copie manoscritte in molte biblioteche, è una fonte preziosa e meticolosa nel riportare testi che altrimenti oggi sarebbero del tutto dimenticati.

Oltre al “Talmùd Torah” egli compose altre opere che non vennero mai pubblicate. Di queste il “Toràt ha-Minchà”, una raccolta di discorsi sulla Torah, fu particolarmente elogiato dal Rabbino Azulai; particolare importanza riveste il “Séfer Ha-yàchas”, che descriveva ogni villaggio esistente ai suoi tempi in Israele e la posizione delle tombe dei maggiori Maestri, ma di esso non è rimasto altro che il ricordo del titolo e del contenuto.

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