Rabbini

20 Tammuz 5780

Yochanàn Alemanno

Rabbì Yochanàn Alemanno, visse in Italia nel quindicesimo secolo. Era di origine tedesca, ma la sua famiglia giunse in Italia dalla Francia. Nacque in Italia, probabilmente tra il 1425 ed il 1428. Non si sa dove nacque, ma crebbe a Firenze, nella casa del feneratore Rabbì Yechi’èl da Pisa, alla cui famiglia rimase sempre legato. Giunto alla maturità, fece il precettore itinerante, alla perenne ricerca di famiglie possidenti che lo accogliessero. In tale veste visse per alcuni anni a Mantova presso Luigi III Gonzaga, da dove poi tornò a Firenze. Fu facondo scrittore, e dalle sue opere traspare lo spirito umanistico dell’epoca. I suoi scritti rivelano ampie conoscenze nell’ambito culturale dell’epoca. Si dedicò alla scrittura per molti anni, ed alla sua opera principale, il “Chay ha-‘Olamìm”, consacrò ben trent’anni. La sua prima opera, “Chésheq Shelomò”, è un commento filosofico al Cantico dei Cantici. Dopo una lunga prefazione, che occupa circa metà dell’opera, compare il saggio “Shir Ha-Ma‘alòth li-Shlomò”, nel quale enumera le qualità di Salomone. La maggior parte dell’opera è ancora solo manoscritta, ma parte della prefazione fu stampata a Livorno col titolo “Shà‘ar Ha-Chésheq” nel 1790. In essa discute su quali siano le qualità dell’uomo “completo”, ed è questo il tema principale del suo “Chay ha-‘olamìm”. Un’altra sua opera è il commento filosofico alla Torah intiolato “ ‘Enè ha-‘edà”, di cui pure furono stampate solo alcune parti. Una quarta opera di argomento kabbalistico fu recentemente riscoperta in manoscritto a Parigi.

Morì dopo il 1504.

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