Rabbini Italiani

28 Iyar 5777

Yehudà Moscato

Rabbì Yehudà Moscato, nasce nella città di Osimo in provincia di Ancona intorno al 1530.

Rabbino e predicatore mantovano quando Mantova era al centro della vita ebraica in Italia, e la famiglia Provenzali era al centro della vita ebraica locale. Rabbì Yehudà Moscato si avvicinò alla famiglia Provenzali in giovane età, e trovò in Rabbì Moshè Provenzali, il maggiore dei fratelli, un Maestro ed una guida. Riuscì così a raggiungere elevatissime mete non solo nell’ambito della Torà, ma anche in filosofia, storia del mondo classico, latino, greco e musica.

I suoi primi discorsi, pubblicati nel suo “Nefutzòt Yehudà”, denotano vaste conoscenze in musica, musicologia e conoscenza dell’arte di produzione di strumenti musicali. In campo musicale ebbe diversi allievi, fra i quali Rabbì Avrahàm Portaleone (Sh’aàr Ariè), che nel suo “Shiltè Ha-Ghibborìm” dedica molto spazio a quest’argomento.

Ma l’ambito in cui Rabbì Yehudà Moscato fu più noto era quello della predicazione. Fu l’iniziatore di una serie di predicatori che si ispirarono ai suoi metodi: Rabbì ‘Azaryà Figo, Rabbì Yehudà Leon Modena, Rabbì Simchà Luzzatto ed altri. Il già citato “Nefutzòt Yehudà” (Venezia 1589) comprende cinquantadue suoi discorsi.

Scrisse anche un commento al “Kuzarì” di Rabbì Yehudà Ha-Levì dal titolo “Kol Yehudà” (Venezia 1594). Questo testo fu molto usato nelle generazioni successive; in particolare ne fa ampio uso Rabbì Yehudà ‘Assaèl Del Buono nel suo “Kiss’òth Le-vèt Davìd”, e circa un centinaio d’anni dopo la pubblicazione Rabbì Shimshòn Coen Modona vi fece un indice analitico.

Compose anche alcuni responsi, poesie ebraiche d’occasione ed un commento al Cantico dei Cantici.

Ai suoi tempi scoppiò la polemica in merito al libro “Me’òr ‘Enàyim” di Rabbì ‘Azaryà De Rossi, in particolare sulla liceità o meno di utilizzare studi secolari nell’ambito delle materie ebraiche. Il Moscato mantenne una posizione di tale equilibrio, che a lui si rivolsero gli oppositori del De Rossi ed il De Rossi stesso perché pronunciasse un parere in merito; egli si limitò a criticare alcune idee del libro, ma non il libro in sé.

Nel 1587 fu nominato Capo della Commissione rabbinica di Mantova (Rav ha-Kolel).

Ebbe numerosi allievi: il già citato Rabbì Avrahàm Portaleone (Sa’àr ‘Ariè), Rabbì Eli‘ézer Provenzali, Rabbì Chananyà Elyakìm Rieti ed altri.

Morì  a Mantova nel 1590.

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