Rabbini Italiani

2 Tammuz 5777

Yehoshùa‘ Bò‘az le-vèth Barùkh (De Benedetti – min ha Berukhìm)

Rabbì Yehoshùa‘ Bò‘az le-vèth Barùkh (De Benedetti- min ha Berukhìm), (1480?-1553) talmudista, nacque in Catalogna (Spagna) e ne fu cacciato in tenera età nel 1492, pertanto crebbe e si formò principalmente in Italia.

Vedendo che ogni Posèq faceva riferimento a fonti diverse e c’erano di fatto tante scuole quanti erano i Maestri, decise di comporre due testi di normativa, nel primo dei quali riassumere le regole sulle quali vi era sostanziale identità di pareri (intitolato “Séfer Ha-Tamìm” o “Séfer Ha-Peshutìm”) e nel secondo dei quali, intitolato “Séfer Ha-Machlòqet”, riassumere i vari pareri dei casi controversi decidendo poi in base alla maggioranza. Il primo rimase manoscritto; secondo l’opinione del Ch.I.D.A’., il secondo è identificabile con il libro “Shiltè Ha-Ghibborìm”, ma questa identificazione è ancora controversa.

Rabbì Yehoshùa‘ Bò‘az compose anche dei repertori, biblico, talmudico e normativo. Quello biblico fu intitolato “Torah Or”. Quello talmudico compare a margine delle edizioni del Talmùd veneziane (Giustinian, 1546 – 1551) chiamato “Masòret ha Talmùd”. Sempre in appendice al Talmùd volle stampare anche un indice normativo intitolato “Chiqqùr Dinìm”, ed un elenco delle norme contenute in ogni trattato, dal nome “Ner Mitzwà”, ma il “Chiqqùr Dinìm” riuscì ad apparire solo nell’edizione di Pesaro del 1510. Compose in oltre un indice delle halachòt riportate nello Yad ha-Chazakà, nel Tur e nel Sèfer Mitzvòt Gadol, chiamato “‘Ein Mishpat”. Nel 1553 cominciò a stampare l’edizione del Talmùd di Sabbioneta, ma riuscì a pubblicarne un solo trattato (Kiddushìn). Al posto del “Chiqqùr Dinìm” vi compare un elenco delle regole riportate dal R.I.F. e di quelle riportate dal Mordekhày.

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