Rabbini Italiani

4 Kislev 5779

Tutto ciò che vi è da sapere

Prima digiungere su questo mondo, tu già sai tutto ciò che vi è da sapere (Sefèr ha-Zohar vol. 3 f. 61). Nel ventre ti è stato mostrato tutto l’universo, da un capo all’altro e ti è stata insegnata la suprema sapienza misterica. Ma dopo, quando emergi nella luce di questo mondo, quando la tua anima si manifesta in quel momento nel tuo corpo, ogni cosa viene dimenticata (Talmud Babilonese Niddà 30b). Perché avviene questo? Perché preoccuparsi di sapere prima di nascere ciò che inevitabilmente si dimenticherà dopo la nascita? Infatti, è come se l’anima fosse uno scultore e il corpo una scultura in via di elaborazione. E, anche se l’artigiano ha in mente il risultato finale dell’immagine voluta, questa conoscenza non si realizzerà attraverso l’arte stessa finché non sarà stata del tutto completata e affinata. Allo stesso modo, è la nostra anima a essere informata di tutta la sapienza prima della nostra nascita, e poi, una volta che noi siamo nati, a sforzarsi di imprimere dentro di noi tale conoscenza. Questo è un compito che richiede diversi anni, e la sua qualità dipende dalla lucidità del corpo e della mente a ricevere ciò che viene inviato dall’anima.

(Rabbì Menashè ben Israel in Nishmat Chayìm, Trattato 2, cap. 10)

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