Rabbini Italiani

25 Adar 5777

Ovadyà Sforno

Rabbì Ovadyà Sforno, nasce a Cesena tra il 1470 ed il 1475, fu Rabbino, medico, scienziato. Dopo aver acquisito le sue vaste conoscenze, si recò a Roma per completare gli studi di medicina.

Intorno all’anno 1500 fu maestro d’ebraico dell’umanista Johannes Reichlin. Il Ma.Ha.Ra.M. di Padova ne cita i responsi tributandogli elogi grandissimi. Era presente quando giunse a Roma il falso Messia Davìd Reubenì, che lo cita fra i maggiori esponenti della Comunità. Poco dopo lasciò Roma per stabilirsi a Bologna, dove esercitò la medicina e fu a capo della Yeshivà locale fino alla sua morte, nel 1550 circa.

Fu autore prolifico e scrisse diversi libri di esegesi biblica, filosofia e matematica. Il suo testo più famoso è il commento alla Torà (*), che fu stampato per la prima volta a Venezia nel 1577 e da allora compare in quasi tutte le edizioni della Torà commentata. Inoltre ha composto commenti per molti libri biblici (Salmi), commenti che sono stati stampati in varie epoche, in vari luoghi, con nomi diversi. Scrisse anche un testo filosofico, “Or Ammìm”, pubblicato a Bologna nel 1517, nel quale confuta le idee aristoteliche che a suo parere contrastano i fondamenti dell’Ebraismo. Egli stesso tradusse poi il libro in latino e lo offrì al re di Francia Enrico II.

Il suo commento ai Pirqè Avòt, invece, compare nel Machazòr di Bologna (1541) (Ripubblicato a Tel Aviv ne “Bet Avòt” nel 1911). Altri scritti non furono mai pubblicati, fra essi un commento filosofico alle idee di Euclide, discorsi sinagogali ed una grammatica ebraica.

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