Rabbini Italiani

2 Sivan 5777

Moshè Provenzali

Rabbì Moshè Provenzali, di Avrahàm, nasce a Mantova nel 1504 in una famiglia che aveva già acquisito fama per gli studiosi di Torà e di scienza che ne erano discesi, fu considerato una delle maggiori autorità rabbiniche dei suoi tempi, e molti gli rivolgevano quesiti rituali su svariate problematiche. Si occupò anche di grammatica e di scienze esatte.

Nel 1535 scrisse il libro “Be-Shèm Qadmòn”, un libro di regole grammaticali in forma poetica, che fu però stampato a Venezia solo nel 1597, ad opera dei suoi nipoti.

Nel 1550 scrisse un trattato sulle rette parallele. Fu tra i Rabbini italiani favorevoli alla pubblicazione a stampa dello Zòhar, e il suo parere favorevole compare nell’edizione di Mantova del 1558. Aggiunse anche delle glosse al “Me’òr ‘Enàyim” di Rabbì ‘Azaryà De Rossi, il quale rispose, dimostrando un enorme rispetto verso il Provenzali.

Nel 1566 viene pubblicato a Mantova un Psàk riguardo ad un Ghet – divorzio.

Molti suoi responsi – tuttora manoscritti – sono in mano di varie biblioteche pubbliche e private in Europa; una prima edizione di questi ha visto la luce a Gerusalemme nel 1989 e nel 1998 in due volumi pubblicati dal Mahòn Yerushalaìm a cura di Rav Avraham Yosef (Alberto) Yanni.

Morì a Mantova il 4 Elùl 1576.

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