Rabbini Italiani

25 Adar 5777

Meshullàm ben Calonimos da Lucca

Rabbì Meshullàm ben Calonimos da Lucca, chiamato “Ha Gadol” (il grande) o “Ish Romì” (il romano) era figlio  di un illustre Maestro, visse la maggior parte della sua vita a Lucca per spostarsi negli ultimi tempi a Magonza, nel X secolo.

Fu in corrispondenza con le maggiori Comunità francesi, che gli rivolgevano i suoi quesiti, ed a sua volta era in contatto con le accademie dei Gheonìm in Babilonia, cui chiese spesso delucidazioni sull’esatta versione di alcuni testi talmudici. Rashì lo cita in più di un passo del suo commento al Talmùd, riservandogli il titolo onorifico di “Gaon”.

Era anche un autore di Piyutìm, per lo più accolti nel rito tedesco, da recitarsi nella preghierav mattutina del Giorno dell’Espiazione e nella festa di Pesàch. Lo “Shibbolè Ha-Léqet” (testo fondamentale della Halakhà italiana) cita un parere di Rabbénu Ghereshòm Me’òr Ha-Golà di Magonza che celebra Rabbì Meshullàm fra i grandi autori di Piyutìm, insieme a suo padre Rabbì Calonimos ed il famosissimo Kalìr. Compose anche un commento ai Pirqè Avòt, parte del quale compare nello “ ‘Arùkh”; da questa parte si può vedere che era costruito con lo stile ed il metodo del Midràsh.

Si narra che abbia avuto alcune dispute con i Caraiti, dimostrandone l’errore sulla sola base del senso letterale della Bibbia, senza la lente interpretativa rabbinica, quindi sconfiggendoli sul lor stesso terreno e sul loro metodo di lettura.

I suoi responsi furono raccolti e pubblicati a cura di Rav Yoel Cohen Müller (Berlino 1893).

Morì a Magonza, dove la sua lapide fu rinvenuta nel 1859.

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