Rabbini Italiani

24 Av 5779

Ermanno (Ermin) Tzevì Friedenthal

Rav Ermanno (Ermin) Tzevì Friedenthal פרידנטהל, צבי בן רפאל, nasce a Battaszeh (Ungheria, Impero d’Austria-Ungheria) il 10.3.1881. Dopo aver studiato Ebraismo presso suo padre, si recò a Kecskemet, dove frequentò le scuole medie ed il liceo scientifico, studiando al contempo ebraico ed ebraismo presso Rav Eliezer Deutch. Dopo la maturità, fu inviato alla Yeshivà di Bonyhad, che era allora diretta da suo fratello Samuel, ma le condizioni economiche della yeshivà lo costrinsero a recarsi al Collegio Rabbinico di Vienna. Da lì fu inviato nel 1902 al Collegio Rabbinico di Firenze, che era retto da Rav Samuel Tzvi Margulies e da Rav Hirsch Perez Chajes. Sotto la loro guida, frequentando contemporaneamente la facoltà di scienze (botanica), avanzò negli studi ebraici. Ancora studente, diventò segretario dell’Associazione per lo sviluppo degli studi ebraici e capo redattore del bollettino dell’associazione, nonché Chazàn della Sinagoga di Firenze. Nel 1908, ottenuto il titolo di “Chavèr”, si sposò e si recò a Cuneo come Rabbino della Comunità. Nel 1910 fu però chiamato a reggere la Comunità di Gorizia; ottenuto il titolo rabbinico di “Chakhàm” presso il Collegio Rabbinico Italiano Firenze nel 1912, rimase a Gorizia fino all’entrata dell’Italia nella Grande Guerra. Per ordine delle autorità, infatti, dovette rientrare in Ungheria, dove nel 1916 fu nominato Rabbino Capo di Kecskemet. I disordini succedutisi al crollo dell’Impero Austro-ungarico lo portarono ad essere nuovamente in pericolo con la sua famiglia, e nel 1919 rientrò a Gorizia, nel frattempo diventata italiana. Nel 1924 fu chiamato a reggere la cattedra rabbinica di Verona, dove rimase fino all’arrivo dei Tedeschi nel 1943. La fine della guerra e della Shoà lo trovò a Milano, dove si offrì di aiutare la Comunità che stava risorgendo dalle sue ceneri, e presto fu nominato Rabbino Capo del luogo. Dal 1965 si ritirò a vita privata, conservando però il titolo di Rabbino Capo sino alla morte, avvenuta a Millano il 26.9.1970, anche se negli ultimi sette anni fu afflitto da gravi malattie, che di fatto gli impedirono di svolgere le sue mansioni.

Oltre a diversi suoi articoli nel già citato Bollettino dell’Associazione per lo sviluppo degli studi ebraici di Firenze, sul Vessillo Israelitico, su Israel, sulla Rassegna Mensile di Israel, su Hed ha-Chinuch, sul Bollettino della Comunità Israelitica di Milano, curò la traduzione, da lui annotata, del libro dei Numeri e di quello di Isaia nella Bibbia pubblicata a cura del suo amico e collega Rav Dario Disegni (1961-1964).

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