Rabbini Italiani

2 Tammuz 5777

Amittày ben Shefatyà (I°)

Rabbì Amittày ben Shefatyà, fu autore di Piyutìm e Ro’sh Yeshivà. Visse a Oria, in Puglia, a cavallo tra il decimo e l’undicesimo secolo (824 – 866?).

Era discendente di una famiglia molto nota, che coltivava la tradizione di essere una delle famiglie esiliate da Gerusalemme ai tempi della distruzione del Secondo Tempio.

La sua produzione poetica eccelle in qualità, quantità e varietà di stili e tematiche. Esiste tuttavia un tema ricorrente, quello della distruzione del Santuario. In alcuni Piyutìm accenna alle dispute teologiche che erano frequenti ai suoi tempi.

Diversi Piyutìm compaiono nel Machazòr ashkenazita; il più noto, chiamato “I tredici attributi”, è tuttora in uso, insieme alla composizione “Israel noshà‘” di cui è autore suo padre, nel rituale ashkenazita della Ne‘ilà di Kippùr.

Nel 1944 i suoi circa quaranta Piyutìm sono stati raccolti e pubblicati a Gerusalemme nel volume “Meghillàt Achimà‘atz”. Egli è indicato nelle “Cronache di Achimà’az” come il capostipite di una illustre famiglia, dalla quale uscirono Poeti, uomini politici e commercianti insigni.

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