Rabbini Italiani

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Itzchàk Refaèl Tedeschi

Rabbì Itzchàk Refaèl Tedeschi, nasce ad Ancona nel 1826, si dedicò con passione fin da giovanissimo agli studi tradizionali, alla letteratura greca e latina, alla filosofia ed alla scienza, grazie a maestri privati. A diciassette anni fu chiamato ad insegnare al Talmùd Torà. Nel 1857 fu chiamato alla cattedra rabbinica di Finale Emilia e nel 1860 a quella di Bologna, dove si trattava di far risuscitare una Comunità che dal bando del 1555 era priva di Ebrei.

Ma già nel 1865 venne nominato Gran Rabbino di Corfù, luogo che rappresentava allora il maggior centro di vita ebraica sotto dominio greco. Grazie alle sue doti si fece conoscere ed apprezzare anche nei confronti dell’autorità: fu più volte ricevuto dal re Giorgio, che mantenne buoni rapporti con lui anche dopo che lasciò la Grecia; nel 1870 fu nominato membro dell’Accademia delle Scienze di Atene. Nel 1877, alla morte del suo Maestro Davìd Avrahàm Vivanti, fu chiamato a succedergli, e tenne la cattedra di Ancona fino alla morte, avvenuta, dopo lunga malattia, nel 1908.

Fu strenuo difensore, con articoli e lettere vibranti, della più attenta ortodossia, non esitando ad attaccare le posizioni più facilitanti di molti colleghi dell’epoca. Collaborò assiduamente a tutti i periodici ebraici italiani ed esteri, con articoli sui più svariati argomenti dello scibile ebraico. Oltre a ciò, predispose per la pubblicazione (ma non pubblicò mai) diversi libri: “Perushìm we-hearòt al ha-Torà”, una serie di osservazioni esegetiche tradizionali su versi vari della Torà; un inizio di un testo analogo sui Profeti; “Avnè Zikkaròn”, un’appendice al “Pàchad Itzchàq” di Lampronti contenente seicentosessantacinque nuove regole non contenute nell’opera di riferimento o da lui ampliate con nuovi responsi; un epistolario in ebraico, italiano e francese che va dal 1857 al 1903, dal quale estrasse 161 lettere che tradusse in ebraico e dispose alla pubblicazione come testo di responsi col titolo “Wa-yàan Itzchàk” (pubblicato postumo nel 1938 a cura di suo genero Rav Haim Rosenberg); una collezione di discorsi sinagogali; una collezione di conferenze su tutte le Parashòt.