Rabbini Italiani

7 Tishri 5775

Abrahàm (Abramo) Anau (Anav)

Rabbì Abrahàm (Abramo) Anau (Anav),  - אברהם מן הענוים  di Yaqòv .

Fu poeta e maestro di scuola . Tra il 1773 ed il 1782, la sua firma compare in molti documenti come uno dei principali Rabbini della Comunità ebraica di Roma.

Non abbiamo molte notizie riguardo alla sua vita.

Muore  nel 1782 probabilmente a Roma. Y. Caivano ha scritto il suo elogio funebre.

Tra le opere da lui scritte ci è arrivato:

1 ) Tenzone Retorica seguente sui diritti degli Ammoniti sul Ghilead  -על טענות העמונים ויכוח הלצי  (Vikuah Halatzi) Roma, 1758: è questo un discorso celebrativo per la pace universale, contenente citazioni kabalistiche aramaiche. Eliakìm Selig, S. Y. Fiano e Michael di Segni  hanno assistito alla lettura di questo discorso. Il manoscritto si trova nella Biblioteca Brithish Library.

 2 ) Un sonetto in onore di Eliachim Selig contenuto in Vikuah con un dramma sulla vita del patriarca Abramo e  un epitalamio.

 3) Un edizione del  Tiqun per Rosh Hashanà, del 1782  ancora manoscritto conservato presso la biblioteca del Collegio Rabbinico di Roma .

4) Una lettera a I. B. Bassan conservata presso il JTS di New York.

5) Potrebbe esser lui l’ autore del testo di una cantata in onore della nomina di Isacco Baraffael come Chatan Torà nel 1766, è questa una cantata la cui musica è a tre voci e non è nota.

(A. Salah in La République des Letteres 2007 ed. Leiden- Boston)